Puntata 3

Toni non ama l’influenza di cui tutte le televisioni parlano ormai da più di un anno. L’influenza ama Toni però. Un giorno il tavolo dove consumava parte della sue giornate era irrimediabilmente vuoto, come il piccolo bicchiere delle ombre. Per l’appunto il bicchiere dove si versa un’ombra è di quelli piccoli, non come quelli da “graspa” diceva Toni rivolgendosi ad Antonio. Un pò più grande ma non così grande, il giusto insomma!!!

“Gira canae Antonio” - Antonio è un nome fittizio perché quello cinese era troppo complicato da ripetere - “Gira canae Antonio ste televisioni ze tute uguai e fidate de mi ze colpa di comunisti”.

Da oltre un anno puntualmente a reti unificate, ogni canale detta i bollettini con numeri e percentuali, da dove arrivino e come siano prodotti i dati poco importa, l’importante è continuare a infangare le menti di chi guarda abitualmente quel “bidon de spassaure”, menti già in corto ancor prima di arrivare a quest’ultimo periodo.

“Antonio ma come feto a credere a Buitoni e Fasio, basta vardarli in facia, I ze na comica e Buitoni saria un profesionista? El dize tutto e il contrario de tuto, dai Antonio”.

Comunque un giorno la prese l’influenza e pure lui, dopo lunga insistenza dei figli, si mise in fila sotto il tendone per fare il tampone. “Dove vuto infiarmeo quel cotonfioc? Vara che go passa a guera toso e ghe ne go viste de pezo de questa ma tanto tanto pezo”

Dopo il tampone Toni racconta di non aver mai sentito il dottore di base e lasciato solo a casa ad affrontare l’influenza, telefonò a Jonny un suo amico che già l’aveva presa. Jonny gli disse di prendere “atachipirina” e continuare a bere qualche ombra senza preoccuparsi più di tanto. Gli spiegò che i dottori di base erano spariti e si sentivano solo per fare “sti casso de tamponi che qualcuno in television ga dito che no i serve a un casso”.

Ecco la sorte di tante persone anziane, e non solo, lasciate al caso e alla buona sorte finché la salute tiene e ti va di culo.

“D’altronde ze a vita” dice Toni guarito. Intanto aspetta che il bar riapra “che no ghea fazo più in casa”.

Alla prossima.