Un primo maggio da de di…

Ce ne sono stati molti ma mai come quello di oggi. Festeggiare il lavoro in uno stato che odia i lavoratori, ha quantomeno delle sfumature comiche, e rivela agli occhi i protagonisti sostenitori di quello che è diventato il gioco perpetuo delle tre carte. La regola fai da te della finta politica italiana è quella di un continuo perverso rimescolamento, in fondo sanno benissimo che la cultura media di un cittadino italiano, naviga sotto i piedi.


La logica rovesciata di oggi si mostra in tutta la sua assurda e falsata verità, al servizio del potere, che rilascia ostinatamente la sua propaganda.

È il primo maggio del 25 aprile, dove il nuovo comandante recita la parte dell’innamorato e ribadisce che la libertà è un sigillo impresso nell’anima di ogni essere umano, un diritto universale che non è oggetto di modifica.

Si lo so che non sono esattamente queste le parole usate dal drago ma, senza ombra di dubbio, il suo discorso evidenzia come sia sprovvisto di strumenti interiori per riuscire ad accorciare le distanze dal “suo” popolo.


È il primo maggio dell’emozione perversa per una puntura sul braccio..

È il primo maggio della povertà che dilaga nel paese, dei vigilantes da balcone, dell’orpello magico e del sacro gel alle porte delle chiese. È il primo maggio delle multinazionali che si fregano le mani per un anno di utili, in controtendenza rispetto al passato.

È il primo maggio del “facciamo sparire il contante, la colpa è del panettiere che non fa lo scontrino”, del bonus per il monopattino e della “distruzione creativa” e di tutti quegli inglesismi della finanza, adottati dalla finta politica italiana, che nascondono un precipizio da cui sottrarsi.


È il primo maggio delle scuole chiuse, della stramaledetta dad, e migliaia di bambini e ragazzi con gravi disturbi psichiatrici usciti, guarda caso, nell’ultimo anno.

È il primo maggio di “al mega supermercato si può”, in teatro, al pub, nei club e nelle piazze no.

È il primo maggio che dura un anno, dei soliti dottori nelle solite trasmissioni che parlano di morte.

È il primo maggio in cui si elimina il corso di “Filosofia” nell’ultima università americana, e siccome importiamo ignoranza, sicuramente arriverà anche qui .

È il primo maggio del cambiamento Green, vien da ridere, con milioni di mascherine di plastica, il caffè nel bicchierino di plastica, il cappuccino nel bicchiere di plastica etc etc.

È il primo maggio della cena nel ristorante con il plexiglas. Ora no e poi si, ora fuori, e non è nemmeno una brutta idea, facendo attenzione però che non ti pigli qualche auto in corsa. E se non hai lo spazio fuori, bè caro ristoratore vuol dire che sei destinato a morire, se non lo sei già: lo dice la politica, loro sanno e decidono quali aziende salvare.


È il primo maggio delle forze dell’ordine, continuamente private di risorse utili alla loro sopravvivenza dalla stessa politica che difendono. È il primo maggio degli stipendiati lavoratori pubblici, che tanto non tocca a loro.

Una noia.



Il nostro primo maggio invece è quello della felicitò, della gioia e della speranza. È il primo maggio di un abbraccio e un bacio, delle piazze che esultano per una libertà da riprendere, di una consapevolezza da maturare insieme. È il primo maggio di uno sguardo aperto alla Verità, priva di qualsiasi velo. È il tenersi per mano e sentire che abbiamo solo bisogno di noi per cambiarci e cambiare il nostro mondo.

È la celebrazione della nostra Costituzione, parole intrise di una moralità mai morta, scritta e donata al popolo. Un faro da seguire e mostrare orgogliosi in ogni angolo di un paese, l’Italia, che non morirà mai.