Petardi

“Andiamo a prendere i petardi Papà?”

Ho acquistato “micette” e fontane multicolore, “raudi” e girandole colorate, e dopo quella richiesta ho pensato mille volte scherzosamente, nelle solitarie scorribande della ragione, di comprare dei missili terra-aria con gittata di 600 km, confidando in gugol map.

Ho immaginato di accederli nel mio piccolo giardino, sedere in un comodo sdraio, e vederli partire uno dopo l’altro, come i milioni di razzi nelle vostre cazzo di missioni di "pace" e, attraverso l’occhio di una telecamera, fissare le vostre anime vuote e quelle espressioni ebeti, mentre vi mostrate al mondo con il vostro ciarlare senza fine.

Nel piccolo negozio di paese ho vegliato su di loro, e incuriosito, mi sono accorto che nel pensar libero dei miei figli, non v'è contemplata la ragione asettica dei grandi e nemmeno vengono annoverate le catene del tempo. Tic tac, tic tac.

Il grande orologio in cucina, una casetta di legno colorata, è ammirato solo per il canto del cuculus canorus, il quale stornella tutti i giorni le ore ma, a quel gorgheggiare, i miei figli rispondono solo regalandosi un sorriso.

Va da sè, perdersi nelle espressioni di gioia di Francesco e Gabriel ed essere conquistati dalla loro felicità, in cui non c’è bisogno di comprendere le leggi dell’Amore o del Rispetto, della Libertà o della Verità, ma esiste solo l'opportunità di assaporare la magia stessa del Vivere, è meraviglioso e vitale.

Non c’è ragione, oggi, per cui io intraprenda una riflessione complicata per ricordare a tutti che l’Amore è la sola e unica strada percorribile verso un Vero cambiamento.

Vorrei essenzialmente augurare, a chi quel cammino con fatica lo sta percorrendo, di continuare nella convinzione sacra che una Vita vera si spende attraverso piccoli atti d’amore.

Auguro poi a tutti, di attingere nella memoria. Perché la conoscenza è un effetto della Verità. Niente verità, niente conoscenza, niente vita.

Vado. Stasera mi aspettano i petardi