Pago in rete

Ho passato qualche ora nella pagina “pago in rete”, istruendomi a dovere su quanto questo progetto si propone di fare. A parte le società che prenderanno in cura i nostri dati, approfondendo ci si ritrova in una selva oscura, trovo degradante la solita pappardella riguardo l’Informativa sul trattamento dei dati personali. L’Informativa ha una porta sola e si può camminare in una sola direzione, a patto che si spunti “accetto”. Ci si trova di fronte alla sempre verde presa per i fondelli, ormai non si contano più, verso il cittadino ignorante che tanto non legge, eccezion fatta per il sottoscritto.

Nella parte dei diritti, i nostri, dopo aver letto una pletora di arlecchinate targate Ue dove cercano di convincerti che la privacy è una cosa reale, spunta il diritto di opposizione.

Il “diritto di opposizione (art. 21 del Regolamento (UE) 2016/679), è il massimo: ti stiamo dicendo, senza dirtelo, che sei in prigione - non puoi andare avanti se non accetti - e se ti vuoi liberare puoi farlo ma per raggiungere la chiave è pressoché impossibile.

Ci fosse da subito la possibilità di spuntare “non accetto gestendo qualche altro dettaglio”, proseguendo poi con la registrazione, sarebbe tutto un pochino più credibile.