Levi’s 501

Si tratta di nuda modernità. Come le Levi’s 501, ricordate?. Negli anni ottanta erano entrate nella testa, nelle gambe e nel sedere di milioni di persone. “More expansive”. Oppure in quel periodo scivolava giù per le gole la bibita gassata d’eccellenza, quella a stelle e strisce per intenderci, spiaccicata nelle pubblicità natalizie: “Vorrei cantare insieme a voi” - credo fosse così. Se ne potrebbero citare tanti altri ma credo che i due esempi riportati poc’anzi, diano il giusto senso di ciò che eravamo e quello che purtroppo negli anni siamo diventati.

La memoria.

La nostra memoria funziona come il calendario di google o quello di uno smartphone, tanto è uguale. In questi luoghi prendono posto le feste comandate e quelle dettate dalle solennità storiche, da cui ogni uomo non si può sottrarre. Allo scadere di ogni ricorrenza apparentemente importante per il mondo, prendono forma tutta una serie di movimenti social a basso costo, i quali, hanno il compito di farti sentire pulito e protetto dal resto dei cattivi che vivono al di fuori di quel momento preciso.

Ha poca importanza se non sei riuscito a mettere in fila tre parole per dedicare un tuo pensiero, l’importante è esserci. Poca importa se ti manca la cultura per tradurre ciò che stai ricordando, basterebbe cercare e informarsi - semplicemente - ma nulla l'importante comunque è esserci.

Levi’s 501, l’importante era averle, mostrarle, esserci a tutti i costi.


Et Voilà. Il politicamente corretto è modernità nuda e cruda, come la coca cola di cui sopra.

Se analizziamo l’anno passato è facile accorgersi di tutti gli elementi introdotti dalla politica, la quale, usando un linguaggio a spot amplificato poi dalle televisioni e dalle radio, pubblicizza un vocabolario simile a quello che si ritrovava nella pubblicità delle Levi’s 501, per esempio. Al posto dei bottoni delle 501, un apocalisse di desiderio anni ottanta, si possono ritrovare diverse parole entrate a suon di calci in testa, nella mente di tutti.

Il politicamente corretto è una moda: “Sovranista”, “Complottista”, “Negazionista”, “Europeista” e via discorrendo.


Fratelli cari, noi siamo dei prodotti a servizio di chi deve produrre movimento e arrivare agli obbiettivi prefissati da tempo.

La legge della domanda e dell'offerta.

Noi siamo il prodotto e loro, attraverso la finzione buonista del momento, sono i venditori.

Purtroppo e per fortuna, la data di scadenza è vincolata alle nostre scelte. In noi vive la volontà di sottrarsi a tutto questo e limitare, almeno in parte, lo scempio morale che ci sta privando della nostra vita.