Il ritorno del tatuato

Il tatuato - non cantante, non musicista, non artista -, ritorna e tuona contro i cattolici imbecilli, rei di credere ancora a quell’uomo che cammina sulle acque e moltiplica i pesci.. Lo fa alla sua maniera, lanciando epiteti sprovvisti di ragionamenti logici e argomentazioni convincenti. Argomentazioni, visto le dichiarazioni, che vanno a braccetto con un moscerino della frutta e una mosca che plana dove sappiamo tutti.

Avesse scelto di citare per esempio il pensiero dei razionalisti, avrebbe decisamente ripreso un pò di colore, sollevando di un gradino una dialettica povera e priva di sostanza.

Il non musicista, chiamato dall’allora primo ministro Conte a guidare i nostri ragazzi e investito della responsabilità sacra del capitano, si prende lo spazio che probabilmente crede di meritare, sostenuto e difeso da una pletora di zombi, il Pd, allergici alla democrazia. L’illuminato tatuato traccia quindi la rotta, c'è da prestare attenzione alle sue parole, perché non finirà sicuramente con le ultime esternazioni e magari, in un prossimo futuro, ce lo ritroveremo in parlamento.


P.s.

Per quanto mi riguarda, sia chiaro a tutti i lettori, la chiesa è senza ombra di dubbio lontana universi dal rappresentare l’uomo delle acque di cui scrivevo poc’anzi. Un uomo che con tutta probabilità in questo momento, prova ribrezzo per ciò che è diventata l’umanità: o forse è una proiezione personale verso un mondo che ha dimenticato il suo volto. Lui sicuramente saprà superare, con il suo immenso Amore, la frustrazione passeggera di chi scrive.