Il Grame e la Silvia

Il sign. Gramellini esprime, in poche righe, tutta la sua inquietante sagacia di mercenario, eludendo ogni ragione rispetto all’esperienza acquisita in questi quasi due anni, e indicando come un farmaco quel prodotto farmaceutico sperimentale che il nostro governo continua a chiamare vaccino.

Il Grame mischia le carte a dovere, come farebbe un esperto giocatore di poker, ponendo l’attenzione sulla maggioranza da tutelare e denunciando i “non qualcosa”come il male da estirpare. La solita strategia dei meschini, vomitosi assassini della logica e promoter al soldo di un sistema che cerca in tutte le maniere di nascondere la verità.

La diga eretta in questi trent’anni, per separare il popolino imbecille dalle lobby consacrate all’eternità, sta cedendo sotto i colpi delle piazze gremite e colorate di tricolore. Piazze alla cui funzione primaria di ribadire che la libertà è intoccabile, si aggiunge una consapevolezza interiore inaspettata: altro che neofascismo.

L’ouverture con quell’irrispettoso “A Silvia”, visto il contenuto, è un atto di perversione cinica e violenta verso una ragazza che rispettando la costituzione italiana, ha esercitato la sua funzione di cittadina italiana scegliendo liberamente.

Consiglio al Grame di prendere una tazzina di grappa al posto del solito caffè, è probabile che i pochi neuroni arrugginiti comincino a correre felici.

da leggere

https://www.corriere.it/caffe-gramellini/21_ottobre_13/a-silvia-36ddd4de-2b9c-11ec-b679-785d816402d6.shtml