Crescere insieme

Si tratta di nuda modernità. Come le Levi’s 501, ricordate?. Negli ottanta l’idea di indossare le braghe del momento, era la regola da seguire anche con le tasche vuote. Un pò come ora quando ci si accolla un mutuo per andare in vacanza. In quel periodo scivolava giù per le gole la bibita gassata d’eccellenza, quella a stelle e strisce per intenderci, spiaccicata nelle pubblicità natalizie ripetute come litanie. E via, tutti a cantare la canzoncina che recitava “Vorrei cantare insieme a voi” eccetera, eccetera. Del tutto simile all’hashtag #andràtuttobene, “looppato” dal mondo dei media quasi fosse un messaggio della Madonna. La storia è imbottina di indizi, e se ne potrebbero citare moltissimi di esempi di manipolazione che parte dall’alto e corre veloce in basso. Credo che le ambitissime braghe che ho indossato anch’io e la celeberrima bevanda, la loro comparsa e l'effeto sul popolo, diano il giusto quadro di ciò che eravamo e quello che purtroppo negli anni siamo diventati. La nostra memoria vive di automatismi, pensateci un attimo!!! Siamo comandati dalla modernità del momento, amplificata dai media nei quali ruotano spot costruiti ad arte, per potenziare il messaggio imposto. Il meccanismo non è nuovo nel nostro mondo, ha attraversato le epoche utilizzando gli strumenti e le conoscenze a disposizione in quel momento. Consiglio a questo proposito il libro di Gianluca Magi “Goebbels 11 tattiche di manipolazione oscura”, lettura a portata di tutti che descrive i meccanismi di cui ho accennato grossolanamente in precedenza. La propaganda di un messaggio imposto nel nostro tempo, si espande a tutta velocità nei social, i quali hanno il colpito psicologico di farci sentire parte di un gruppo, e per effetto di appartenenza, ci si sente puliti e protetti dal resto del mondo cattivo. Se ne vanno a farsi benedire, perciò, le logiche cognitive di pensiero, quelle che permettono e suggeriscono di analizzare le cose, di pesarle e poi giudicarle. Anche la “violenza sulle donne” è un messaggio comandato. Fino a ieri “pensavamo” a riversare sulle nostre bacheche, montagne di spazzatura digitale ma oggi no!!! Oggi al posto dei bottoni delle jeans 501, un apocalisse di desiderio anni ottanta, troviamo uno spot da condividere entrato, a suon di calci in testa, nella mente di tutti. Il politicamente corretto è moda. Noi siamo il prodotto attraverso cui propagandare il finto messaggio buonista del momento.

Il rispetto non è uno spot sciatto e comandato, il rispetto verso l’Amore non è una pubblicità che scade a mezzanotte e poi fa capolino l'anno successivo perché ce lo dice la televisione, google calendar o qualche social.

Per quanto mi riguarda contano ancora tutti quei piccoli atti d’amore verso la persona a cui hai donato la vita e con cui condividi ogni gioia e dolore. Ogni pagina scritta nelle nostre vite è stato il frutto di scelte a volte incomprensibili anche per noi, per quanto rivoluzionarie. La memoria di ogni lacrima versata, ogni caduta e ogni salita, mano nella mano, sono diventate le fondamenta su cui abbiamo edificato il nostro Amore, da cui traiamo una forza immensa. Lei non è uno spot a calendario e nemmeno una foto con la data di scadenza, ne una panchina rossa. In noi vive la volontà di sottrarsi a tutto questo, rifiutando l'ineluttabile scempio morale, pubblicizzato a suon di spot.